Skyfall (recensione)

Skyfall
Nostalgia di Sean
di Francesca Magurno

Locandina del film

Istanbul. In missione per conto di Sua Maestà, l’agente doppio 0 più famoso al mondo è impegnato a saltare da un tetto all’altro, lanciato in un inseguimento mozzafiato per recuperare un prezioso file, contenente le identità di tutti gli agenti sottocopertura, caduto nelle mani del cattivo di turno.
E poi, colpo di scena, Bond viene colpito dal fuoco amico. M decide di sacrificarlo per poter recuperare il file ma, missione fallita, il file se ne va, insieme al cattivo.
Il nostro 007, invece, cade; cade dal treno; cade in una cascata; cade in acque dalle quali non sembra più venir fuori.
Niente paura, a dispetto del necrologio, il nostro agente segreto preferito non è morto, si è solo concesso una meritata vacanza. Torna a Londra richiamato dal suo senso di responsabilità e dall’amor patrio quando apprende che la sede dell’MI6 viene fatta esplodere e quando le identità degli agenti sottocopertura vengono poco a poco svelate.
Il cattivo di turno è Raoul Silva, il biondissimo Bardem, ex agente tradito da M che non cerca altro che vendetta contro la stessa.

Un James Bond atipico quello messo in scena da Mendes. Più introspettivo ma anche molto d’azione; forse anche di troppa azione.
Ottimo lo spunto per il retroterra biografico di alcuni personaggi, peccato che non viene messo in scena.
Non si capisce, per esempio, l’ossessione di Silva per Sévérine, cos’è che lo smuove?
Non si capisce il motivo per cui M. ha fatto la scelta di sacrificare un singolo agente invece che tutti.
Non si capisce cosa Skyfall rappresenta per James. Ovviamente non torna a casa a causa del dolore per la morte dei genitori e per l’infanzia perduta troppo presto, ma cosa vede davvero nella tenuta di famiglia?
Per lo spettatore che non va solo alla ricerca delle spettacolari scene d’azione, ma vuole un po’ di sano intreccio alla James Bond, tali scelte risultano prive di senso.

L’intento di Mendes è quello di ritornare alle origini ma, in realtà, non fa altro che distaccarsene. I famosi marchingegni di Q. non sono così fantascientifici come ci si aspetterebbe. La famosa Aston Martin di 007 è parcheggiata nel garage di Bond per quasi tutto il film. Anche lo stesso Bond non sembra quello delle origini: è uno 007 stanco, provato dagli anni di fedeltà alla patria. Deve riuscire a rimettersi in gioco per ritrovare se stesso.
Anche le famose “Bond girl” non sono come tutte le “Bond girl” a cui siamo stati abituati.
L’introduzione della bellissima Bérénice Marlohe, Sévérine nel film, sembra un personaggio ideato all’ultimo momento per poter far incontrare 007 e Raoul Silva.
L’unica, vera Bond girl del film è proprio M., nell’interpretazione (meravigliosa!) di Judi Dench. E’ lei al fianco di Bond in questo capitolo della saga. E’ lei al centro del film.

Il film dà, invece, l’impressione di essere un intramezzo fra i film precedenti e la svolta oscura e introspettiva operata da Craig e il probabile ritorno alle origini dei prossimi film, prospettato nel finale: Bond che attende di essere ricevuto da M. e inganna l’attesa flirtando con Miss Moneypenny.

L’unico ambito dove si respira un ritorno alle origini è la soundtrack.
Non al grunge/heavy metal di Chris Cornell, nè al dance pop di Madonna; la “Skyfall” di Adele si avvicina per sonorità e genere più a “Goldfinger” di Shirley Bassey. La canzone la si ritrova come sottofondo alla sequenza dei titoli di testa, subito dopo la caduta di James Bond dal treno, aiutando a creare un atmosfera di decadenza e suspence che predispone lo spettatore nello giusto stato d’animo per rientrare nel film.

Altro punto da salvare è l’interpretazione di Bardem. Il suo Silva è un cattivo multisfaccettato, ossessionato, pazzo. Esattamente quello che dovrebbe essere un “cattivo” bondiano.
Bardem si conferma, con questa interpretazione, come uno dei migliori attori del panorama cinematografico internazionale.

In fin dei conti, Skyfall appare come un bel film d’azione ma non come un film targato Bond.
Probabilmente si ritornerà ai misteriosi intrecci alla Fleming nei prossimi film.

Per ingannare l’attesa, un ripasso dell’era “conneriana” non fa male.

Francesca Magurno

SKYFALL
Regia: Sam Mendes
Interpreti: Daniel Craig (James Bond) Judi Dench (M.) Javier Bardem (Raoul Silva) Ralph Fiennes (Gareth Mallory) Naomie Harris (Eve Moneypenny) Bérénice Marlohe (Sévérine) Ben Wishaw (Q.)
Sceneggiatura: John Logan, Neal Purvis, Robert Wade
Azione, 143min – USA, Gran Bretagna, 2012, Sony Pictures
Valutazione: ***

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