Viva L’Italia (recensione film)

Viva l’Italia
“Svegliatevi italiani brava gente” vorrebbe dire Massimiliano Bruno
di Francesca Magurno

Locandina del film

C’è proprio tutta l’Italia, nel nuovo film di Massimiliano Bruno.
C’è l’attricetta mediocre ma figlia dell’onorevole di turno e, dunque, raccomandata. C’è il figlio che non si mai messo in gioco perché è stato sempre il padre a spianargli la strada; c’è anche il figlio “contro” che, invece, ha sempre voluto cavarsela con le sue gambe.
C’è il manager il cui unico interesse è quello di mostrare, di rilanciare, di apparire; c’è l’ospedale costretto a chiudere dall’ispettore corrotto dal primario della clinica privata; c’è la personalissima escort dell’onorevole, delusa di vedere il suo sogno sfumare quando l’onorevole si ammala.
C’è poi l’onorevole. Un onorevole all’italiana che ha fatto della menzogna, della disonestà e dell’arricchimento personale i suoi cavalli di battaglia politici.
Sullo sfondo, la bella politica; la politica che fu; la politica dei Moro, dei De Gasperi, dei Pertini, dei Berlinguer. La politica dei padri fondatori, coloro che hanno creato la Costituzione, i cui articoli vengono letti dallo stesso regista fino alla fine del film.
Il colpo di scena è la malattia dell’onorevole, una specie di demenza che lo costringe a dire solo ed esclusivamente la verità (un vero dramma se sei un politico!). D’improvviso il partito gli gira le spalle e anche i figli si vedono sottratti l’aiuto dell’influenza del padre.
Il film si sussegue fra vicende un po’ scontate fino al “lieto” finale.

Una moderna satira sociale e politica, quella di Massimiliano Bruno.
Una moderna satira che, in fin dei conti, però, non risulta essere graffiante come potrebbe, come ci si aspetterebbe.
Buoni gli spunti della sceneggiatura: il politico corrotto, la situazione della sanità pubblica, i provini truccati e non meritocratici, le mense pubbliche fornite di cibi di bassa qualità.
Tutto viene affrontato con una sorriso un po’ sornione che fa ridere ma non graffia fino in fondo.
Forse, l’unica scena che esprime tutta la forza di un’Italia che si sta avviando sempre più verso il declino è quella in cui Michele Spagnolo (alias Placido) si addentra in uno scontro fra polizia e popolo in rivolta, rendendosi conto per la prima volta del Paese reale; rendendosi conto per la prima volta la vera situazione del popolo. Di sottofondo la meravigliosa canzone “Italia” di Mino Reitano che in un climax d’emozioni, accompagna tutta la scena.
Chissà come mai, in Italia, per fare satira sociale bisogna essere scontati.
Forse perché nell’Italietta in cui l’apparire conta più dell’essere bisogna essere scontati come scontata è l’apparenza, le frasi fatte che tutti ripetono, anche in politica. Belle a sentirle ma povere di senso.
Ecco, allora, spuntare un film che, senza pretese, mostra l’Italia nelle sue peggiori sfaccettature; un film che, semplicemente, fotografa l’Italia attuale.
Un film che fa anche ridere, ma di un riso amaro; il riso amaro che scaturisce dalla verità della condizione del nostro Paese. Il riso amaro di coloro che si rispecchiano nel meraviglioso monologo finale dell’eccezionale Michele Placido il quale ammonisce il popolo: per far sì che gli “onorevoli” non si approfittino più, bisogna pretendere di conoscere la verità.
L’unico dubbio che alla fine rimane è: bisogna aspettare che questa stessa malattia colpisca tutta la nostra classe dirigente, per sentirsi dire, finalmente, la verità?!

Francesca Magurno

VIVA L’ITALIA
Regia: Massimiliano Bruno
Interpreti: Michele Placido (Michele Spagnolo) Alessandro Gassamn (Valerio Spagnolo) Raoul Bova (Riccardo Spagnolo) Ambra Angiolini (Susanna Spagnolo) Rocco Papaleo (Tony)  Edoardo Leo (Marco)
Soggetto: Massimiliano Bruno, Edoardo Maria Falcone
Sceneggiatura: Massimiliano Bruno, Edoardo Maria Falcone

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