Film & Memoria Storica

Jona che visse nella balena di Roberto Faenza tratto dal romanzo autobiografico dello scrittore Jona Oberski “Anni d’infanzia. Un bambino nei lager”

La vita di un bambino in un campo di concentramento. Separato dai propri genitori, costretto a subire freddo, fame, angherie.
Indimenticabile la colonna sonora. Le parole si ispirano al Salmo 23 della Bibbia.

Gam Gam Gam Ki Elekh
Be Be Ge Tzalmavet
Lo Lo Lo Ira Ra’
Ki Atta’ Imadi’
Shivtekha Umishantecha
Hema Hema Inaktamuni

Anche se andassi
Per le valli più buie
Di nulla avrei paura
Perché tu sei al mio fianco.
Se tu sei al mio fianco
Il tuo bastone
Il tuo bastone mi dà sicurezza.

Il bambino col pigiama a righe di Mark Herman tratto dal libro omonimo di John Boyne.

L’amicizia fra un bambino tedesco, figlio di un ufficiale nazista, e di un bambino ebreo, figlio di un deportato come tanti.
Ma anche la degenerazione della pazzia, la perpetrazione della menzogna.
Maraviglia traspare dagli occhi di Bruno quando, una volta entrato nel campo di concentramento, si rende conto che quel posto non rispecchia per nulla la visione paradisiaca mostrata dalla pubblicità.
Consapevolezza traspare quando i due bambini si rendono conto di ciò che sta per succedere, e si prendono per mano, uniti dallo stesso destino, uniti nella morte.
Tutto ciò che resta, e che gela il cuore, è l’urlo straziante di Elsa.

La scelta di Sophie di Alan J. Pakula, tratto dal romanzo omonimo di William Styron

Come si esce da quell’inferno? In quali condizioni? Semplice. Un uomo che è stato nel Lager non esce più dal campo. Un uomo è sempre là
Le parole di Nedo Fiano, deportato ad Auschwitz, numero A5405, sopravvissuto.
Sopravvivere senza riuscire a vivere. Perché una parte dei sopravvissuti, è morta lì, nei campi di concentramento. La parte che gli avrebbe consentito felicità, spensieratezza. Quella parte è rimasta lì, è stata uccisa lì.
Pazzia, schizofrenia, depressione… questo il modo in cui molti sopravissuti hanno vissuto la loro vita.
Un momento, così immenso, che provoca dolore al cuore ogni volta. Il momento in cui Sophie è costretta a scegliere quale dei suoi due figli mandare a morire.
L’incalzante costrizione dell’ufficiale tedesco, la paura di perderli entrambi, la scelta dettata dalla disperazione, la presa di coscienza di ciò che è stato fatto.
L’urlo, silenzioso ma ancora più straziante di quello di Elsa.

Immensa, Meryl Streep, vincitrice del premio Oscar come miglior attrice.

L’aritmetica del diavolo di Donna Deitch, tratto dall’omonimo romanzo storico di Jane Yolen.

Kirsten Dunst nella parte di una ragazza ebrea americana che non crede molto nei valori ebraici.
In occasione della Pasqua ebraica fa un sogno. Un sogno terribilmente reale.
Si trova a vivere un’altra vita, una vita nei campi di concentramento, in compagnia della cugina. Una cugina a cui ha salvato la vita, sacrificandosi per lei, morendo al posto suo nella camera a gas.

La Rosa Bianca – Sophie Scholl di Mark Rothemund

Die Weiße Rose – La Rosa Bianca è stato un gruppo di studenti cristiani che si opposero in modo non violento alla Germania Nazista.
Sophie Scholl e i suoi compagni vennero processati in un processo fasullo e condannati alla pena capitale.
“Senza legge non c’è ordine!”
“La legge che avete appena nominato tutelava la libertà di parola prima dell’arrivo dei nazisti nel ’33. Oggi Hitler punisce quella stessa libertà con la prigione e la morte. Questo lo chiamate ordine?”
“E a cosa dovrei attenermi secondo lei se non alla legge. Chiunque sia stato a formularla”
“Alla COSCIENZA!”

The Reader – A voce alta di Stephen Daldry, adattamento cinematografico del romanzo di Bernhard Schlink A voce alta – The Reader

La torbida relazione fra uno studente quindicenne, Michel Berg, e una donna molto più grande, Hanna Schmitz.
Più tardi, da studente di legge, Berg scopre che la Schmitz, all’epoca della seconda guerra mondiale, faceva parte delle SS.
Accusata dalle compagne di essere l’unica responsabile di una strage, sulla base di un documento che redatto ai propri superiori.
Particolare fondamentale del film, che ci porta a provare tenerezza ed empatia con la protagonista del film e la sua “relativa” innocenza: Hanna è analfabeta, ma preferisce essere condannata piuttosto che ammetterlo.
Costringeva le donne a leggere per lei, nei campi. Berg legge per lei, durante la loro relazione.
Ma non meno colpevole di tutte le altre, di tutte le SS. La forma mentis inculcata loro, limitava la presa di coscienza di ciò che stava accadendo.
In carcere Hannah impara a leggere, solo per scrivere un’ultima lettera al suo Michel.
Meravigliosa Kate Winslet, vincitrice del premio Oscar come miglior attrice.

Schindler’s List di Steven Spielberg, ispirato al romanzo La Lista di Schindler di Thomas Keneally

Immenso. Poetico. Da vedere. Assolutamente.
Per ricordare il meraviglioso gesto non eroico ma straordinariamente umano, di un uomo assolutamente normale.
Chi salva la vita di un uomo, salva il mondo intero.”

La tomba di Oskar Schindler a Gerusalemme.
La tomba di Oskar Schindler, nel cimirero cristiano di Gerusalemme.

Francesca Magurno

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