Un 8 Marzo di film d’autore

Dedico un pensiero a tutte quelle donne che a festeggiamenti e striptease preferiscono un buon film! E per rimanere in tema di 8 marzo suggerisco i titoli di alcuni film che con la Giornata Internazionale della Donna ci stanno parecchio bene!

Una delle storie più accreditate intorno all’8 marzo riguarda una fabbrica di New York e 129 operaie a cui, nel lontano 1908, venne in mente una stramba idea, quella di scioperare per pretendere migliori condizioni di lavoro. Capirete che una fabbrica nel 1908 non era certo paragonabile al Waldorf Astoria, quindi forse quelle poverette avevano anche ragione a scioperare. Il proprietario della fabbrica non doveva pensarla come me, però, perché le fece chiudere dentro ed appiccò il fuoco al suo stesso stabilimento. Il giorno dopo sui corpi carbonizzati delle 129 operaie vennero depositati dei fiori. Indovinate che giorno era? Era esattamente l’8 Marzo. Rosa Luxemburg si adoperò affinché l’8 Marzo diventasse la Giornata Internazionale a favore delle Donne.

Dunque, torniamo ai film.

Sapete cosa succedeva fino a poco tempo fa, soprattutto al sud, se per caso il ragazzotto del paese voleva (a forza!) una gentil donzella, ma la donzella in questione non corrispondeva??? Ebbene, la rapiva! Una notte fuori con un ragazzo, anche passata a giocare a tressette, bastava a far insinuare alla gente che quella notte fosse successo ben altro, e i due erano costretti a sposarsi per salvare le apparenze. E sapete qual è la cosa peggiore? Che l’art. 544 del Codice Penale tutelava il matrimonio riparatore affinché cancellasse la violenza subita da una donna (ebbene sì, un articolo del nostro Codice Penale cancellava violenza, umiliazione, disagio, inadeguatezza, dolore, panico… che Codice miracoloso!). E tutto ciò era lecito. Ed è stato lecito fino al 1981.

sedottaeabbandonata-locandinaSedotta e Abbandonata
di Pietro Germi, 1964
con Stefania Sandrelli, Lando Buzzanca, Saro Urzì, Aldo Puglisi

Agnese Ascalone è una ragazza bellissima così bella che suscita il desiderio del fidanzato della sorella (un po’ meno bella, per la verità!) che la seduce sotto il naso della sorella e dei genitori. Quando il di lei padre capisce quel che è successo costringe il giovane a prendere provvedimenti come si deve ovvero, organizzare un rapimento sotto gli occhi falsamente scandalizzati dei genitori di Agnese e di tutto il paese per far sì che i due si sposino e cancellino il disonore della bella Agnese (bellissima la scena del maresciallo dei carabinieri che porta fuori città il giovane brigadiere del nord dicendo “Oggi ci sarà un rapimento!”).

Ma siccome oggi (per fortuna!) queste cose non succedono più, ci sarà pur stata una pulzella che è scampata dalle grinfie di un corteggiatore/rapitore. Ebbene sì, c’è stata. Si chiama Franca Viola e il suo corteggiatore era un tipo davvero poco raccomandabile, infatti era un mafioso, tale Filippo Melodia, e capirete che certi tipi, prepotenti lo sono per natura.
Franca fu violentata e segregata per 8 giorni in un casolare poco fuori il paese. Liberata dai carabinieri, tutto il paese era in attesa del “grande passo”, il matrimonio riparatore che avrebbe lavato l’onta subita e il disonore. Ora quale donna non desidera un marito violento e mafioso che, in precedenza, l’ha rapita, stuprata e segregata?! Di certo non lo voleva Franca Viola che si rifiutò di sposare il Melodia ma anzi lo fece arrestare.
Franca Viola dice che il suo «Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare, come farebbe oggi una qualsiasi ragazza: ho ascoltato il mio cuore, il resto è venuto da sé. Oggi consiglio ai giovani di seguire i loro sentimenti; non è difficile. Io l’ho fatto in una Sicilia molto diversa; loro possono farlo guardando semplicemente nei loro cuori».
Il suo non fu solo un gesto coraggioso ma fu un gesto rivoluzionario. Dopo di lei altre ragazze trovarono il coraggio di dire “con costui non riparo proprio nulla!” e anche se ci vollero altri 16 anni, l’abominevole art. 544 del C.P. venne abolito.

locandina12La Moglie Più Bella
di Damiano Damiani, 1970
con Ornella Muti, Alessio Orano, Tano Cimarosa, Pierluigi Aprà

La storia di Franca Viola ha ispirato un film, il cui regista è scomparso il 7 marzo 2013 (ironia della sorte!), alla vigilia dell’ 8 Marzo, alla vigilia di un giorno molto simbolico per questa pellicola. Il regista in questione è Damiano Damiani (quello della Piovra, ma anche de Il Giorno della Civetta), il film è La Moglie Più Bella e Ornella Muti interpreta Francesca Cimarosa, personaggio ispirato a Franca Viola.

E, infine, tre storie di donne, tre storie che affrontano temi diversi legati a doppio filo alla femminilità: l’aborto, l’adulterio, il delitto d’onore, la liberazione sessuale, la contraccezione, il rapporto con la religione.

Vogliamo anche le rose
di Alina Marazzi, 2007
con Teresa Saponangelo (storia di Teresa) Anita Caprioli (storia di Anita) Valentina Carnelutti (storia di Valentina)

Francesca Magurno

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