Arisa alla Feltrinelli di Firenze

27 Febbraio 2014, la Feltrinelli di via de’ Cerretani ospita la vincitrice del 64° Festival di Sanremo, una vittoria non rappresenta un punto di arrivo, semmai un punto di partenza.
32 anni e 4 dischi alle spalle, Arisa ha ancora voglia di crescere e di diventare una “grande cantante” di quelle che riempiono i teatri e poi una grande discografica e poi chissà…

IMG_9215Prima fra le nuove proposte con “Sincerità” nel 2008 e seconda nel 2012 con l’intensa “La Notte”, Arisa è arrivata al 64° Festival di Sanremo con la voglia e la determinazione della vincente.
“Avere voglia di vincere significa onorare la manifestazione canora più importante d’Italia. Si arriva sgomitando e poi si fa finta di niente; questo non rende giustizia al Festival, bisogna arrivare con la voglia di vincere e dare il massimo; poi se non si vince va bene pazienza”.

Attrice, doppiatrice, pittrice, Arisa non si ferma alla musica.
“Sono sempre stata una persona con una grande voglia di comunicare. Da bambina avevo tanti interessi e tante cose da dire ma in un piccolo paese come quello da cui provengo non avevo la possibilità di esprimermi come desideravo; perciò ora ho tante cose da dire”.Parla anche del suo passato, dell’analisi che l’ha aiutata in momenti difficili anche se a volte una canzone può avere un effetto terapeutico migliore. Così sono nate canzoni in cui ha espresso le sue emozioni più intime, canzoni che non ha mai inciso ed esegue solo live per creare un momento di pura condivisione col suo pubblico.
Ma le canzoni più difficili da cantare sono quelle che parlano d’amore. Tante se ne sono scritte e ognuna dipinge un aspetto diverso del sentimento perciò si può essere realisti nell’interpretazione solo se si canta di qualcosa che si conosce: “Per cantarlo l’amore, devi viverlo” e in questo le donne-autrici sono più realiste; non pessimiste ma più veritiere: “Riescono a dare voce alla verità che per quanto difficile possa essere, non deve dilaniarci il fegato, bisogna affrontarla e andare avanti”.

IMG_9222Nel suo nuovo album vi sono canzoni di artisti “di nicchia” che fanno parte del background musicale di Arisa; artisti che aveva voglia di far conoscere al suo pubblico: Cristina Donà, Dente, Antonio di Martino, Saverio Lanza.
Proprio Cristina Donà e Saverio Lanza hanno dato vita al brano “Lentamente (il primo che passa)” portato a Sanremo di cui “esistono tre versioni”, dice Arisa, “e sono molto affezionata a tutte e tre”.
Ma il brano che ha fatto breccia nel cuore delle persone è “Controvento” di Giuseppe Anastasi. La scelta di portare questo brano non è stata lasciata al caso visto che Anastasi è stato l’autore dei suoi più grandi successi, anche de La Notte con cui ha sfiorato il podio. “Stimo Giuseppe, è un ottimo autore. Devo tanto a lui e lui deve tanto a me”.

Accompagnata dalla chitarra acustica del fiorentino Saverio Lanza, Arisa ci fa ascoltare una delle tre versioni di “Lentamente” e la vittoriosa “Controvento” e poi ci confessa, in perfetto accento toscano, che gran parte del suo album “Se vedo te” è stata registrata proprio a Firenze.
“Lentamente” e “Controvento” in acustico alla Feltrinelli di Firenze

IMG_9223Il tempo a disposizione della cantante è poco ma lei lo allunga perché ha davvero voglia di stare col suo pubblico, parlare, conoscere quelle persone accorse alla Feltrinelli per ascoltarla.E il pomeriggio in compagnia di Arisa, anzi di Rosalba, passa velocemente e piacevolmente perché parlare con lei è un po’ come parlare con la propria migliore amica.
Un’Artista ma non si abbandona a divismi, non è artefatta; ciò che colpisce di lei è proprio la sua “sincerità”, la sua spontaneità, simpatia che le permette di scherzare in tono buffo e leggero  e prendersi anche un po’ in giro.
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E poi il tempo a nostra disposizione finisce davvero e Arisa si concede agli autografi, alle foto, alle dediche finché non arriva davvero il momento di salutarsi.

Francesca Magurno

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