American Hustle – L’Apparenza Inganna

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AMERICAN HUSTLE – L’APPARENZA INGANNA

Regia: David O. Russell
Interpreti: Christian Bale (Irving Goffman) Amy Adams (Sydney Prosse) Bradley Cooper (Richie DiMaso) Jennifer Lawrence (Rosalyn Goffman) Jeremy Renner (Carmine Polito) Robert De Niro (Victor Tellegio)
Sceneggiatura: David O. Russell, Eric Singer
Produttore: Charles Roven, Richard Suckle, Megan Ellison
Distribuzione: Eagle Pictures (Italia)
Fotografia: Linus Sandgren
Montaggio: Jay Cassidy, Crispin Struthers, Alan Baumgarten
Musiche: Danny Elfman
Scenografia: Judy Becker
Costumi: Michael Wilkinson
Trucco: Evelyne Noraz, Lori McCoy-Bell
Drammatico, USA, 2013, 138 min
Valutazione: ***
Punti di forza: l’interpretazione di attori che è sempre un piacere vedere unita alla bellezza di abiti anni ’70 da sogno che viene invidia a guardarli.

Mai sottotitolo fu più azzeccato!
“Tutti s’imbrogliano a vicenda per ottenere quello che vogliono. Imbrogliamo anche noi stessi, abbelliamo anche cose di cui non abbiamo bisogno e che non vorremmo pur di farcele piacere” dice il protagonista, Irving Goffman/Christian Bale.
Nel nuovo film del newyorkese David O. Russell, classe 1958, ognuno non è chi dice di essere; è molto di più.
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Il film è basato sulla storia vera di Abscam, operazione anni ’70 dell’FBI che aveva come obiettivo l’arresto di mafiosi e politici corrotti.
Irving Rosenfeld (Bale) figlio di un onesto vetraio, scopre ben presto l’arte di arricchirsi attraverso piccole truffe.
L’incontro con l’affascinante e ambiziosa Sydney Prosser (Adams) gli consente di allargare il suo “giro d’affari”: spacciandosi per una Lady inglese, con stretti rapporti con le banche, la Prosser attira disperati chiedendo 5000 dollari in cambio di un futuro guadagno molto più proficuo.
I due sono beccati in flagrante dall’intraprendente agente FBI Richie di Maso (Cooper) che li obbliga a lavorare per lui al fine di incastrare mafiosi e politici corrotti, fra cui Carmine Polito (Renner), blando sindaco di Camden, N.J.
Irving vorrebbe scappare con Sydney per evitare la collaborazione forzata ma a fermarlo è l’affetto e il senso di responsabilità nei confronti di Danny, il figlio di sua moglie Rosalyn (Lawrence) viziata, immatura e amante del lusso che non lascerebbe mai andare Irving, nonostante il loro matirmonio sia finito già da un po’.
Sydney, stanca di essere sempre la seconda scelta cede alle avances dell’agente Di Maso.
Sarà proprio l’ingenua Rosalyn a mettere in moto gli eventi che fra tradimenti e colpi di scena volgeranno verso l’imprevedibile finale.

David O. Russell chiama a raccolta tutti i suoi attori feticcio e portafortuna: da Christian Bale e Amy Adams di The Fighter a Jennifer Lawrence, Bradley Cooper e Robert De Niro (in un cameo) di Silver Lining Playbook – Il Lato Positivo.
American Hustle – L’Apparenza Inganna è un film sull’apparenza appunto. Sulla finzione, quella finzione che ricerchiamo e vogliamo per essere chi non siamo; quella finzione che rincorriamo per lasciarci alle spalle la vuota vita che viviamo. Nel processo si finisce per dimenticarsi chi si è realmente e, alla fine, chi viene imbrogliato di più, siamo proprio noi stessi.
Tutti i personaggi del film indossano la maschera della persona che vorrebbero essere attraverso capelli finti, ciglia finte, unghia finte; tutto ciò che possa distoglierli da loro stessi.
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Buone le intenzione di O. Russell peccato che quello che ottiene è un film poco incisivo in cui le singole interpretazioni eccellono ma il lavoro d’insieme non fa altrettanto.
La psicologia dei personaggi, sebbene molto interessante, non è indagata a fondo come nei precedenti film.
Tutti i personaggi di “American Hustle” sono rimasti incastrati in una vita insoddisfacente, molto diversa da quella sognavano per cui la truffa del secolo è vista da tutti come una via di fuga: da un matrimonio senza amore, da una famiglia ingombrante o verso la propria felicità.
Come per l’agente FBI Richie Di Maso, ricci finti, una fidanzata che non ha alcuna intenzione di sposare e una mamma opprimente con cui vive. Vede in Abscam il trampolino di lancio per una carriera verso i piani sempre più alti del bureau, non è disposto a ricevere un no come risposta ed è pronto a tutto per assicurare il successo all’operazione.
A vestirne i panni un Bradley Cooper che non riesce a superare il se stesso di “Silver Linings Playbook” ma che ci regala comunque una bellissima interpretazione che ha il suo clou negli esilaranti duetti messi in scena col protagonista del film, Christian Bale, la vera sorpresa del film.
Che era un bravo attore lo sapevamo già ma in questo film ci attrae grazie ad un ruolo diverso dal solito.
Smessa l’armatura di Batman, indossa qui un’altra “tartaruga” (quella rovesciata), un vistoso riporto e abiti sgargianti. Tutto è finto di lui tranne la sua personalità, ingenuamente e spontaneamente espressa: affettuoso, cauto, anche un po’ fifone se vogliamo, preferirebbe una vita tranquilla con Sydney al colpo del secolo.
Immagine_Sydney Prosser alias Lady Edith è impersonata da Amy Adams, anche lei in un ruolo molto diverso dal solito: provocante, sensuale, strizzata in abiti che lasciano ben poco all’immaginazione.
Intraprendente e arrivista dà la spinta a Goffman/Bale per fare il “salto di qualità” nei suoi affari, per così dire. Sinceramente innamorata di lui, comprende il suo affetto per Danny così come le responsabilità che ha nei suoi confronti e la tenerezza che gli suscita la moglie, per questo tenta di salvare la sua rivale in amore dai pericolosi mafiosi che Rosalyn è l’unica abbastanza coraggiosa o incosciente da avvicinare.
Candidata all’Oscar come miglior attrice protagonista, è presente agli Academy Awards anche con il film Her nel ruolo della sciatta Amy, bloccata in un lavoro che non le dà alcuna soddisfazione e in un matrimonio senza amore, trova la sua migliore amica in un software. Poche scene ma incisive, forse più incisive di quelle da protagonista in “American Hustle” dove è oscurata dalla “rivale” Jennifer Lawrence interprete di Rosalyn, moglie trascurata di Irving, capace di inscenare un acceso litigio dal nulla col marito che la trascura e non le permette di vivere quella vita patinata che sogna.
La Lawrence rende perfettamente nella parte della casalinga disperata tutta accessori costosi, unghia laccate e psicofarmaci. Di sicuro, una delle attrici migliori del nostro tempo, credibile in tutti i ruoli: dalla viziata Rosalyn alla fragile Tiffany all’eroina dei giovanissimi Katniss Everdeen.
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Il film procede attraverso un’attenta ricostruzione per flashback che contribuiscono a rendere la trama avvincente, grazie ad un pizzico di suspence.
Se la colonna sonora non ci catapulta nell’atmosfera anni ’70 come ci si aspetta; i costumi ottemperano a questa mancanza. Paillettes sbrilluccicanti, scollature vertiginose, colori sgargianti e accostamenti bizzari: eccoli lì gli anni ’70, così vivi da poterli quasi toccare.
Il lavoro migliore dell’australiano Michael Wilkinson, costumista, candidato anch’egli alla statuetta d’oro, sottrattagli dalla connazionale Catherine Martin, creatrice dei raffinati e romantici abiti, stile anni ’20 de Il Grande Gatsby.
0In definitiva, American Hustle si presenta come un film piacevole, alimentato dalla presenza di attori che è sempre un piacere vedere ma non riesce ad essere d’impatto quanto The Fighter o Silver Lining Playbook. Forse ci si aspettava un po’ troppo da O. Russel che, siamo sicuri, continuerà a stupirci con nuovi capolavori.

Francesca Magurno

Riconoscimenti:

Golden Globe Miglior film commedia/musicale; Miglior attrice protagonista film commedia/musicale (Amy Adams); Miglior attrice non protagonista film commedia/musicale (Jennifer Lawrence).
BAFTAMiglior attrice non protagonista (Jennifer Lawrence); Miglior sceneggiatura originale (David O. Russell); Miglior trucco (Evelyne Noraz e Lori McCoy-Bell).
Satellite Award –  Miglior sceneggiatura originale (David O. Russell); Miglior montaggio (Crispin Struthers e Jay Cassidy)

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