There is always hope (?)

Una ragazza a Londra ha riproposto la famosa “There is always hope” dell’artista writer Banksy per ricordare l’inizio del conflitto.

Suzanne Plunkett (Reuters/Contrasto)
Suzanne Plunkett (Reuters/Contrasto)

Dall’inizio del conflitto a oggi sono più di 5 milioni i bambini colpiti.
Un milione quelli rifugiati nei paesi limitrofi, 3 milioni gli sfollati, 8000 non hanno più i genitori, 323000 i bambini sotto assedio, 10000 hanno perso la vita.

L’UNICEF denuncia che all’incirca tre milioni di bambini siriani non vanno a scuola, un bambino su 10 è un piccolo lavoratore, una bambina su 5 costretta al matrimonio precoce.

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A fare le spese, di ogni guerra, sono sempre i bambini.
Non solo perché sono gli esseri più indifesi ma perché rubando loro l’infanzia si ruba anche il futuro di una Nazione.
Come si può pretendere uno “sviluppo” all’occidentale se la futura classe dirigente è corrotta da traumi e violenze?Non si può parlare di sviluppo se i bambini non possono andare a scuola, ricevere un’istruzione, leggere, poter aprire la propria mente.
Quando i bambini non sono lasciati liberi di essere bambini, di viversi l’infanzia in spensieratezza ma sono costretti a cure psicologiche o peggio ancora ad imbracciare i fucili non si può pensare ad alcun tipo di “sviluppo”.

Francesca Magurno

Sito Unicef: http://www.unicef.it/doc/4066/siria-corsa-contro-il-tempo-per-salvare-bambini-e-famiglie.htm

Fonti: Umberto de Giovannangeli – l’Unità, sabato 15 marzo 2014Internet

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