#VeritàPer

Per me è inconcepibile che delle persone vengano uccise, eliminate, fatte fuori perché vogliono portare la verità sotto gli occhi di tutti; perché vogliono rendere disponibile la verità a tutti coloro che non accettano di vivere nella menzogna.

Ero piccola all’epoca di Sarajevo, della Bosnia, dei cecchini, della Somalia, di Mogadiscio.
Ero piccola e non capivo bene.
Molte cose poi le avrei studiate senza semttere di aggrapparmi ai ricordi: Carmen Lasorella, Ilaria Alpi, spesso col capo coperto, stringono il microfono in primo piano, il deserto sullo sfondo, qualche albero al vento, jeep, aerei, flash luminosi ed esplosivi, l’eco degli spari in lontananza.
C’era la guerra e ci interessava da vicino e loro CE la raccontavano.
Avevo otto anni e qualcosa di questa professione iniziava ad affascinarmi sempre più: viaggiare, andare in posti, più belli meno belli, vedere cosa sta succedendo e riportarlo, scriverne, farlo vedere, seplicemente mostrarlo; mostrare la verità.

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin
Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

In tanti, oggi, hanno una bassa opinione dei giornalisti, abili manipolatori di fatti, venduti, servi.
In realtà, molti Giornalisti non sono che servi della verità.Di sicuro lo erano Ilaria e Miran, lo erano a tal punto da sacrificare, loro malgrado, la propria vita per la Verità.
Una verità marcia, purtroppo.
Le terribili vicende delle scorie radioattive; scorie interrate vicino a corsi d’acqua e falde acquifere; scorie che sono state affondate insieme alle navi su cui erano trasportate; scorie che sono state barattate con delle armi e sotterrate sotto la Garoe-Bosaso.
Scorie barattate dalla ‘ndrangheta forse col patrocinio dello Stato, di quello “stato” che manda il capitano di fregata Natale De Grazia in un viaggio in cui lo stesso De Grazia muore in circostanze misteriose.
Scorie marce come la storia che vi gira intorno, che si riempie di paragrafi ma non riesce mai a mettervi un punto definitivo perché manca sempre qualcosa.

Il Capitano di fregata Natale de Grazia
Il Capitano di fregata Natale de Grazia

Se qualcosa si sa di questa storia marcia si deve ai Giornalisti con la G maiuscola.
Si deve a chi ricerca la Verità; quella verità che tanti vogliono oscurare, celare, distorcere.
Se sarò così fortunata da fare questo mestiere spero di essere anch’io serva della verità come Ilaria, come Miran, come Giancarlo Siani come tanti altri.
Permane una forte indignazione per delle storie che fanno ancora troppo poco scalpore; storie che sono coperte dal segreto di stato; storie che lo stesso Stato ha contribuito a scrivere.
E con la speranza che si riuscirà prima o poi a mettere un punto, mi auguro che i giornalisti tornino ad essere un po’ più come Ilaria, che tornino a cercare la verità e mi auguro che non dovranno più scegliere fra la loro vita e la verità perché la verità sarà diventata la scelta di tutti, il modo normale di ricevere la notizia, il modo normale di vivere.

“La Strada della Verità” andata in onda stasera condotta da Andrea Vianello e cui hanno contribuito tanti amici di Ilaria ci mostra che la televisione può essere ancora bella e che il giornalismo può essere ancora sano.
Trasmissioni così vorremmo vederle tutte le sere.

Francesca Magurno

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