ANALISI IDEOLOGICA-POLITOLOGICA DI UN VOTO EUROPEO

L’ho chiamato per l’appunto un voto europeo perché degli sbandierati antieuropeisti non c’è vista traccia.

elezioni_2Che l’Italia non è il paese rivoluzionario come credono molti, lo si vede dai risultati. In fondo l’Italia, le sue grandi rivoluzioni, le ha sempre importate: dall’America i moti rivoluzionari, dalla Francia il ’68. L’unico prodotto che è riuscita ad esportare, a queste elezioni più che mai, è il fascismo.
La Francia la rivoluzione ce l’ha nel Dna e lo si vede dal grande plebiscito di Le Pen. Non è un plebiscito anti-europeo o di destra; è un plebiscito rivoluzionario: i francesi hanno demandato a Sarkozy prima e a Hollande poi di fare quelle cose che né l’uno né l’altro hanno avuto il coraggio di fare e questa inattività ha premiato quella che, per il momento, dice di volerle fare quelle cose. Per questo son convinta che molti, pur di sinistra, abbiano votato la Le Pen, senza nemmeno turarsi il naso.
L’Italia non è mai stata né di sinistrasinistra né di destradestra; è sempre stata a metà, sempre stata moderata, sempre stata democristiana. L’Italia ha dato un voto che ne rispecchia il Dna: un voto moderato dimostrando che gli antieuropeisti, in realtà, non sono così forti quanto sbandierano.
La mia analisi ideologica finisce con due riflessioni: una è per “L’Altra Europa con Tsipras”, la lista che avrei votato (faccio outing: sono di sinistra, sempre stata, sempre lo sarò!) e che pensavo avrebbe riscosso più consensi ma, visto l’oscurantismo che le hanno riservato, forse è già tanto se è riuscita a superare il quorum; l’altra è per l’astensionismo.
Parto dall’astensionismo: continua ad essere il vincitore, hanno votato meno del 60% degli aventi diritto. Significa che della massa di italiani non impegnata politicamente o che non ha potuto votare, c’è una grande maggioranza che non si riconosce in nessun partito: non nel moderatismo renziano, non nel neo Ncd, non nella xenofoba-euroscettica Lega Nord, non nella sinistra (quale?) e nemmeno nei “vaffa” grillini, quelli che arrivano a chi si ferma al vociare ma non riesce ad andare nel profondo dell’analisi politica.
“L’Altra Europa con Tsipras” era l’unica lista non euro-scettica che proponeva un cambiamento: non Troika ma diritti umani; riportare l’Europa ai suoi valori fondativi. Era una lista non presente solo in Italia, quindi l’unica che aveva il potere di emergere compatta, facendo la forza attraverso l’unione.

L’analisi politologica cerco di farla quanto più “altra da me” possibile, quindi con il distacco di cui si ha bisogno per analizzare i dati razionalmente.
Ripeto che il voto in Italia è stato un voto moderato, di sicurezza più che di lancio nel buio. La vittoria del Pd non fa così male all’Italia: l’Italia ha bisogno di stabilità, non di cambiare presidente del consiglio ogni sei mesi, soprattutto ora che le tocca il semestre di oresidenza europea. Si può essere d’accordo o meno con le riforme del governo, ma l’instabilità miete più vittime dell’euro.
Così come le miete l’immobilismo e l’autoreferenzialismo; quello del Movimento 5 Stelle che non ha ancora capito che per arrivare all’agognato cambiamento c’è bisogno (purtroppo e per fortuna) di dialogare con le altre forze politiche. I penstastellati avevano dichiarato che non si sarebbero uniti a nessun gruppo anche al Parlamento europeo: da soli, purtroppo, non si arriva da nessuna parte né in Italia né, tantomeno, in Europa. Fare ostruzionismo senza se e senza ma è costato caro al Movimento 5 Stelle che ha perso quasi il 4% dei voti rispetto alle elezioni politiche. Certo anche le epurazioni e le minacce a chi, pur lavorando, ha deviato dai diktat dell’apparato, non hanno fatto granché bene (vedi il caso di Pizzarotti a Parma, salvato dai cittadini per il suo lavoro esemplare, anche se non  è riuscito a portare a casa, per ora, tutte le promesse elettorali; pazienza! Ci s’arriverà, tutto e subito si può ottenere solo con la bacchetta magica,  che non ha nemmeno Silvio).
La destra si spacca: Forza Italia a sorpresa resta la terza forza politica. Silvio Berlusconi pur pregiudicato, condannato e interdetto è riuscito a portare a casa la medaglia d’argento mentre il Ncd-Udc ha faticato persino a superare lo sbarramento.
La Lega Nord non ha avuto un plebiscito di consensi euro-scettici ma il voto euro-scettico è stato pur sempre spartito fra la Lega e il M5S. Forse entrambi cercano di dire quello che gli “anti-euro” vogliono sentirsi dire ma non hanno ancora capito come dirlo.
Chi ha perso davvero è la sinistra, quella sinistra spaccata su mille posizioni che non riesce a restituire ai propri elettori un candidato che proponga dei programmi veri, che abbia il coraggio di porsi in una definitiva posizione con/contro il Pd e che riesca a trascinare le persone come solo un vero leader può fare. Per trovarne uno, sono dovuti andare a prenderlo in Grecia, la “rossa” Grecia.

Sono convinta che l’unico modo che ha l’Italia di far emergere la sua voce antitroika è attraverso un’unione dei Paesi meridionali, quelli più colpiti dalle politiche economiche europee. Solo attraverso un discorso comune delle istanze di Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e, perché no, anche Francia, possiamo cambiare l’Europa, solo ridiscutendo gli accordi commerciali possiamo far sì che ogni Paese si riprenda così da rendere un’Europa più forte.
L’Europa Unita dovrebbe essere un meccanismo di sorveglianza e tutela dei diritti civili, politici, umani. Così è nata. Se tornasse a questi valori non avremmo nulla da lamentarci.
Nel momento in cui un organo sovrano impone quanto latte le mucche europee devono produrre o quante arance devono far germogliare gli alberi non potrà mai ottenere i consensi. Non otterrà consensi un organo che impone di buttare le produzioni per comprare quelle degli altri. Non potrà avere consensi un organo sovrano che impone il raggiungimento di un obiettivo-miraggio: quello del pareggio strutturale di bilancio. E’ un miraggio non perché l’Italia non ce la può fare ma perché l’Italia ce l’ha già fatta ma ogni volta che si avvicina al pareggio, l’obiettivo le viene spostato sempre più lontano.
Il pareggio è calcolato sulla differenza fra la crescita reale e quella che potrebbe esserci se non ci fosse la crisi. Ma la crisi c’è. Bisogna prenderne atto e reagire sui dati reali, non quelli che si avrebbero in condizioni idilliache, da bacchetta magica appunto.
E’ ora di smetterla di nasconderci dietro il fatidico “Ce lo chiede l’Europa!”
Iniziamo noi a chiedere qualcosa all’Europa, alziamo la testa e dimostriamo di essere quella grande Nazione che i nostri avi hanno costruito per noi.
E non facciamoci più mettere i piedi in testa dalla Germania. Se li battiamo sempre 4-3 un motivo ci sarà!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...