Vivere la vita attraverso uno schermo

Perché le cose più belle della vita accadono quando alzo gli occhi dallo schermo luminoso.

Ero in autobus. Alzo gli occhi e vedo il 99% delle persone chino su uno schermo luminoso.
Ero al cinema. Alzo gli occhi e nel buio della sala vedo il 99% degli astanti chino su uno schermo luminoso che non è il megaschermo cinematografico.
Ero a cena fuori. Alzo gli occhi e vedo il 99% dei commensali chino su uno schermo luminoso intento a fotografare i montaditos nel piatto. Ecco è arrivato quel periodo dell’anno in cui rifiuto quell’oggetto che fa bella presenza nelle nostre mani per il 99% della nostra vita. Il cellulare. Anzi lo smartphone. Che è diventato così smart che ci facilita mille volte la vita. Ma, ce la facilita o ce la controlla?
Non è chiaro e anzi sulla questione ci sono pareri contrastanti (pareri di chi? della gente a cui ho esposto questi dubbi!).

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Quindi per ricapitolare: qualunque cosa stiamo facendo dal leggere un libro allo studiare; dal vedere la televisione a vedere un film; dal fare una vacana all’andare in un ristorante; dal fare un aperitivo fra amici all’andare ad un concerto. Tutto deve essere non solo postato sui relativi social network (ma questo è un discorso a parte!); tutto deve essere fotografato, documentato, tutto deve essere vissuto attraverso il cellulare.

Piuttosto che vivere la nostra vita la guardiamo da uno schermo.

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Ora sarà che sto invecchiando ma a me questa cosa mi sta pesando. Vedo che godo meglio persino il mio lungo viaggio in autobus casa-lavoro/lavoro-casa se gli occhi li fisso sul mondo circostante; se mi perdo a guardare fuori o a guardare dentro i miei ‘compagni di viaggio’, facendo voli pindarici sulla loro vita, sulla mia vita. Se proprio si vuole passare il tempo si può sempre leggere un libro. Qualcuno può obiettare che leggere un libro è un’attività che isola, così come il cellulare. Dirò sì e no. Il tuo vicino può dirti “Sai l’ho letto anche io, è molto bello!”. Può partire una conversazione. Può nascere un’amicizia. Un amore. Un po’ come con il ragazzo figo seduto accanto a te, anche lui perso fra le pagine di un libro che alza gli occhi, vede il tuo fra le mani e ti sorride. E vi sorridete perché vi siete trovati. Diversi dal resto dei passeggeri, diversi dall’altra gente. Avete entrambi il cellulare ma in una tasca. Rispondete alle chiamate e tutto il resto può aspettare. Gente come voi non la fanno più in questo mondo, e qui che riconoscete la vostra similarità.

Sarà che sono invecchiata ma dopo aver passato anni ad essere controllata da quel pezzo di plastica, ferro, vetro, fili, rame ecc. preferisco vivere il momento e se proprio mi scappa di fare una foto è per immortalarlo.

FraMagu 3.0

p.s. Questo mi è appena capitato sott’occhio. Magari è Destino! 😉
Cosa succede al nostro cervello quando controlliamo lo smartphone di continuo

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