Non avere macigni sul cuore!

Prendete la vita con leggerezza, ché leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.
Italo Calvino

a un passo dal possibile
a un passo da te
paura di decidere
paura di me
di tutto quello che non so
di tutto quello che non ho

Ultimamente sto riflettendo molto su questi due versi della canzone Eppure Sentire di Elisa. Gran parte della mia vita adulta è stata così, forse da quando quel 17 marzo 1998 mi sono rotta la gamba. Sono diventata più riflessiva, ma riflessiva non è sempre qualcosa di buono. In effetti, quando ero piccola ero molto impulsiva, non davo peso alle conseguenze delle mie azioni; ero intraprendente; faccia tosta; tutti mi amavano e non lo mettevo in dubbio.

I problemi sono arrivati con la riflessività. Questionare tutto e vivere nel timore di perdere tutti quelli che amo ma soprattutto il timore che tutti quelli che amano me prima o poi mi abbandoneranno. Mi sono chiusa. Appesantita. E questa città, possaDanteperdonarmi, non ha fatto che appesantirmi ancora di più perché mi ha lasciato da sola.

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Facendo un rapido esame di coscienza (grazie alle amiche Fiamma e Giusi che stasera mi hanno dato spunti di riflessione anche personale e non solo socio-politica) mi sono resa conto che per risolvere alcuni dei miei problemi non ci vuole molto.

L’immagine che ho scelto per questo blog è un’immagine che mi rappresenta totalmente. Trattasi dell’installazione artistica Love di Alexandr Milov (ricordate? ne ho parlato scrivendo del Burning Man Festival). In quella bambina, protesa verso l’altro bambino ma intrappolata in un corpo adulto che dà le spalle all’altro e che ha rinunciato all’amore, alla’amicizia, alla felicità; vedo tanto di me stessa (anche se nessuno lo direbbe ad una prima occhiata!). Bene, il trucco sta qui: arrivare a connettermi o riconnettermi con quella bambina. Come fare? Italo Calvino, autore che adoro, lo spiega bene: con leggerezza, non avere macigni sul cuore.

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Ringrazio la mia amica Ila per aver condiviso con me queste parole in un momento di esremo bisogno di parole del genere!

Ma la leggerezza da sola non basta. Affinché si arrivi a quel tipo di leggerezza bisogna abbandonare le paure (cosa che ci fa paura perché non sopportiamo il pensiero di poter vivere davvero!); essere disposti a guarire; essere disposti ad aprirsi alla vita, agli altri e alle nuove esperienze.

Questo sarà il mio esperimento estivo: io proverò ad aprirmi, a fare tutte le cose che “sarebbe bello”. Eliminare i condizionali. Vivere di imperativi.Lo devo a me stessa. Ma soprattutto lo devo a quella bambina. Alla bambina che ero che adesso sarebbe inorridita dell’adulta che sono diventata.

Quindi domani bungee jumping… 😉

FraMagu

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