Folon e le Rose

Cose da fare a Firenze in una splendida giornata di sole caldo, caldissimo: andare al Giardino delle Rose.

Quali sono i punti di forza di questo giardino?
1. Il panorama.
2. Le varietà di rose.
3. La permanente di Jean-Michel Folon.

Jpeg
Il panorama dal Giardino delle Rose.

C’era una volta il 1865 anno in cui la capitale del Regno d’Italia veniva spostata da Torino a Firenze. L’architetto Giuseppe Poggi fu incaricato del nuovo assetto urbano della città. A lui si deve l’odierna conformazione fra cui i viali, piazza Beccaria, piazza della Libertà. Sulla collina di San Miniato, Poggi creò il piazzale Michelangelo e, al di sotto di esso, il Giardino delle Rose.

Sono all’incirca un migliaio le qualità di rose e piante ornamentali ospitate oggi dal giardino, fra cui trecentocinquanta rose antiche. Passeggiando per i vialetti, ad esempio, mi sono imbattuta in un albero di corbezzoli. I frutti maturano in periodo invernale diventando di un colore rosso intenso. Dalle mie parti ce n’erano molti e, spesso, venivano usati come alberi di Natale con tanto di ‘palle’ naturali che erano, appunto, i frutti.

Fra le varietà di rose ce n’è anche una dedicata al mio amatissimo William Shakespeare.
E se è vero che “ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva il suo profumo” io questo arbusto lo chiamerò Will!

Dal 1998, il Giardino delle Rose ospita un angolo tutto giapponese con tanto di statue votive e  ruscello che scorre serafico accanto ad una panchina di bambù. L’angolo ideale per passare il tempo leggendo o studiando. L’area giapponese è stata curata dall’architetto Yasuo Kitayama e rispecchia la tranquillità tipica del Giappone.

La particolarità di questo Giardino la si deve sicuramente all’uomo col cappello. Anche detto uomo di Folon. Jean-Michel Folon è stato un illustratore, pittore e scultore belga. Nel 2002, in occasione delo European Social Forum, donò alla città di Firenze la statua-fontana dell’uomo con l’ombrello, La Pluie. Chi non è mai stato ad un concerto all’ObiHall? Rainman si trova proprio al centro della rotonda accanto alla sala concerti. Lo scorso anno l’uomo con l’ombrello è stato danneggiato a causa di un incidente stradale. Con lui, è stato danneggiato anche il nostro cuoricino. E per ‘nostro’ intendo quello degli ultimi, inossidabili romantici. Non trovo altri aggettivi per descrivere l’uomo col cappello di Folon. Egli è un malinconico: solitario sotto la pioggia; tenta di librarsi in volo; attende seduto su una panchina, abbandonandosi ai ricordi.

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La Pluie. Jean-Michel Folon

Nel 2005, al Forte Belvedere a Firenze, è stata allestita la mostra più grande degli acquarelli di Folon curata da Marilena Pasquali. Nello stesso anno, la scomparsa di Folon, malato da tempo di leucemia, a Montecarlo.

Nel 2011, la vedova Folon ha donato alcune opere del marito alla città di Firenze: dieci statue in bronzo e due gessi che è possibile ammirare proprio al Giardino delle Rose.
Un oiseau, 1993. Chat-oiseau, 1994. Chat, 1996. Vingt-cinquième pensée, 2001. Méditerranée, 2001. Panthère, 2003. Walking, 2003. Je me souviens, 2003.    Partir, 2005. L’Envol, 2005.

Ah, fra i punti di forza bisognerebbe menzionare il fatto che l’ingresso è gratuito!

FraMagu 3.0

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. marzia ha detto:

    Questa per me è una scoperta in piena regola!

    1. FraMagu ha detto:

      A maggio è davvero uno spettacolo floreale.

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