#StavoltaNO – gli slogan del Sì

Mannaggiaammmè e quandomelevadoacercare.

L’altro giorno ho deciso di soffermarmi su una discussione via Facebook (cosa che per mantenere intatta la mia salute mentale evito di fare) circa le ragioni del Sì e del No al referendum costituzionale del 4 dicembre. Le ragioni del No si basavano su elementi concreti della riforma costituzionale in oggetto di referendum. Chi controbatteva ha usato pochi semplici, efficaci (sì ma per gli avversari) slogan.

1) questa è l’unica opportunità per cambiare l’Italia
Porca miseria! I Maya avevano ragione. Il mondo finirà a Dicembre, solo hanno sbagliato data: non il 21-12-12 ma il 5-12-16. Se vince il NO il mondo finirà!
Essendoci già passati quattro anni fa, abbiamo ormai una certa esperienza nell’affrontare una finedelmondo. Fra i consiglio più gettonati: a) abbandonarsi voluttusuomente all’olio di palma; mangiare tutto il maiale che riuscirebbe a ingurgitare Homer Jay Simpson nell’arco di una intera vita (e sappiate che H.J.S. ha 33 anni da ben 27 anni!); comprare un Sassicaia Bolgheri da 500 euro o uno Zacapa da 800 e scolarsi DA SOLO una bottiglia intera (chevefrega dei soldi, mica ve li portate nella tomba il 5 dicembre!); ovviamente orgia notturna su una spiaggia dei Caraibi al chiar di luna.

2) se votate NO significa che vi piace l’attuale stato delle cose
Che è un po’ come dire: “Cosa c’è per cena?” – “Zuppa di cavoli!” – “Ma a me non piace!” – “Questo c’è e questo mangi!” Vi svelerò un segreto. Se proprio non vi piace la zuppa di cavoli potete cucinarvi spaghetti di Gragnano al pomodorino Pachino fresco con abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato.
Dire di NO non significa che ci sta bene l’attuale stato delle cose (e se si parla di attuale stato delle cose, significa circa l’80% di quel che ha fatto Renzi!) ma che si preferisce un cambiamento ben ponderato ad uno cagato (perdonate l’oxfordismo) in fretta e furia.
Non sempre cambiare significa cambiare per il meglio!

3) se votano NO non vi lamentate poi se non cambia nulla
Articolo 21 Costituzuione Italiana: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”
Ci lamentiamo oggi ma abbiamo il diritto di lamentarci anche domani (noi italiani lo abbiamo fatto copiosamente anche ieri per cui siamo leader nel settore). In fondo, anche il lamento è un pensiero, un’opinione. E se proprio dobbiamo censurare le nostre lamentele allora esigo la censura degli stati Facebook che lamentano il caldo a luglio, il freddo a dicembre, la fila alle poste e la puzza in autobus.
Peraltro, se il lamento si trasforma in qualcosa di costruttivo, ben venga il lamento: ‘fa caldo’ -> vado al mare; ‘fa freddo’ -> mi riscaldo con una cioccolata calda (rigorosamente con olio di palma). Se l’attuale stato delle cose non ci piace si potrà sempre cambiare anche se non passa questa riforma.

Per fare le riforme che più servono all’Italia non bisogna cambiare la Costituzione. Bisogna attuarla!

Framagu

#StavoltaNO

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