Fra l’immenso e il finito

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Ho scattato questa foto così, senza pensarci, semplicemente giocando con l’obiettivo della fotocamera.

Uno sguardo più attento potrebbe vedere in questa foto una tensione fra due mondi: uno è il mondo al di là del cerchio, il mondo del mare blu, immenso, infinito; aperto a molteplici storie, vite, finali. L’altro è il mondo al di qua: stretto, finito, minimo; per quanto l’occhio cerchi di abbracciare l’orizzonte il suo essere racchiuso in confini ristretti non glielo consente.

Alcune vite riproducono questa tensione: tendono all’immenso ma per quanto ci provino, non riescono a scardinarsi dai propri limiti, dal proprio finito. La loro è una storia già sentita, già vissuta: avrebbero voluto ma non hai mai potuto, non hanno mai fatto davvero. E così vivono i loro giorni nel rimpianto.

Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei!

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