“MAMMA LI TURCHI!”

Invasione!” Quando sentiamo questa parola non pensiamo ai barbari ma alle migrazioni. Perché ci viene proprio questa associazione mentale e si tratta davvero di una invasione l’arrivo di così tanti stranieri?

Quando si parla di migranti di solito si parla di tragici naufragi, di clandestini potenziali terroristi, di forza lavoro, pensioni, caporalato, invasione. Invasione!
“Invasione” è la parola maggiormente usata per descrivere le migrazioni, le partenze, gli arrivi. A dire la verità, è un termine alquanto allarmistico. Una domanda sorge, quindi, spontanea: “è davvero così? Si tratta davvero di invasione?”. Per capire se siamo di fronte ad un nuovo “mamma li turchi” bisogna partire, ineluttabilmente, dai dati.

Un noto esponente (leggasi leader) di un noto partito (di destra) italiano, in questi giorni ospitatissimo su tutti i canali televisivi, non fa altro che ripetere che gli sbarchi di migranti in Italia sono aumentati. In effetti sono stati 6.606 gli sbarchi nel 2016 rispetto ai 10.057 rilevati nel 2017 ma il numero di persone ‘sbarcate’ sono, decisamente di meno: 181.436 nel 2016 contro i 119.369 del 2017 (dati del Ministero dell’Interno, Cruscotto Statistico Giornaliero). Per quanto riguarda le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco, la maggior parte dichiara di provenire dall’Eritrea (ben 1.312). Per un approfondimento sulle condizioni di vita della popolazione eritrea e i motivi per cui fuggire da uno Stato che non garantisce alcun diritto fra quelli riconosciuti come fondamentali e universali, rimando all’ascolto di un’intervista da me condotta per Radio Cora ad Abrham Fa, membro del coordinamento di Eritrea Democratica: FUGGIRE DA ERITREA È UNICO MODO PER PROTESTARE CONTRO IL REGIME”.

Sempre quel famoso leader di quel famoso partito è solito appellare tutte queste persone come “clandestini”. Spesso li appellano in questo modo anche le più importanti testate giornalistiche. Uno dei codici deontologici della professione, la Carta di Roma, impone di fare una corretta distinzione, anche nella denominazione: esistono rifugiati politici a cui è stato riconosciuta la protezione internazionale; richiedenti asilo, coloro che hanno fatto domanda per ottenere lo status di rifugiato; beneficiari di protezione umanitaria, coloro la cui vita sarebbe in serio pericolo nel Paese di origine (per via di una guerra ad es. anche se non sono vittime di persecuzione individuale); vittime della tratta, coloro che sono stati tradotti in un Paese diverso dal proprio contro la loro volontà e per attività di sfruttamento (prostituzione, lavoro forzato, prelievo degli organi ecc); infine esistono anche i migranti irregolari, coloro che si trovano in uno Stato senza il regolare permesso di soggiorno. Questo non significa che siano delinquenti; molti avviano le pratiche di asilo una volta arrivati in Italia; altri vorrebbero fare richiesta di asilo ma non hanno i documenti per farlo e andare all’ambasciata del Paese dal quale si è fuggiti per ottenerli significa accettare di essere controllati (e, in un qualche modo perseguitati) anche fuori dalla Madrepatria (anche in Italia). Significa vivere privi di quella protezione richiesta e necessaria.

Per quanto riguarda la presenza straniera in Italia è abbastanza ovvio che un riscontro certo si può ottenere solo se parliamo di situazioni di regolarità, di chi ha un regolare permesso di soggiorno e in Italia vive, lavora, paga le tasse (sì pagano anche le tasse e perfino le pensioni agli italiani!). Basandoci sulla stima fatta dalla Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) la presenza straniera totale (regolari e irregolari) in Italia si attesta su un numero pari a 5milioni e 958mila presenze. Di questi 5.047.000 sono le persone registrate alle anagrafi comunali (quindi il dato non può che essere certo!); gli stranieri non iscritti alle anagrafi comunali ma detentori di regolare permesso di soggiorno sono circa 400mila (dati ISMU); i rifugiati sono 147mila (dati ISMU). Ricapitolando: stranieri regolari e rifugiati sono in totale, all’incirca, 5milioni e mezzo. Restano fuori dal conteggio gli irregolari e coloro che hanno fatto richiesta di asilo e sono in attesa di risposta. Secondo il Rapporto sulla protezione internazionale in Italia – 2017, le domande di asilo pervenute sono all’incirca 200mila. Restano da conteggiare gli irregolari su cui, per forza di cose, non si possono avere dati certi ma solo stime approssimative, alcune approssimate per difetto altre per eccesso. Per cui la forbice riguardante gli irregolari (quelli che alcuni chiamano ‘clandestini’) varia fra 490mila e 600mila (come affermato recentemente da un altro noto politico italiano di destra… quello del contratto per intenderci).

A proposito di popolazione, quella italiana consta di 60milioni circa di individui italici. Se confrontiamo i circa 6milioni di stranieri ai 60milioni di autoctoni ci sembra esagerato parlare in toni così allarmistici di ‘invasione‘. Parlando per percentuali: gli stranieri in Italia sono circa l’8% della popolazione; gli stranieri irregolari sono circa il 9% della popolazione straniera.

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Alla fine della nostra riflessione ci chiediamo se vale così tanto la pena appiattire il dibattito pubblico su questo argomento quando i problemi veri, quelli di cui dovremmo preoccuparci tutti, nessuno escluso, sono altri, il lavoro in primis, il diritto (costituzionale) ad avere uno stipendio che permetta una vita dignitosa tanto al lavoratore quanto alla sua famiglia; il diritto ad una sanità pubblica (e magari nazionale, se devono venire “Prima gli italiani!” perché fare distinzioni regionali tra le Asl?); l’equità sociale, la progressività delle imposte, l’ambiente, l’accesso all’istruzione per tutti; l’evasione fiscale (sì perché chi evade non paga le tasse con il risultato che tutti gli altri le pagano anche per i furbetti!). Si sente spesso che “bisogna attrarre gli investimenti esteri“: non è l’articolo 18 che impedisce agli investimenti di entrare in Italia sono piuttosto la corruzione e la criminalità organizzata. Ecco un buon punto da cui partire: perché ci indiGNIGNIGNAMO!!1! contro gli immigrati e rimaniamo indifferenti di fronte alla mafia che blocca la metà del Paese e fa affari con l’altra metà?

Al tema dedichiamo due murales realizzati a Diamante (CS) durante l’operazione Street Art #OSA.

Francesca Magurno

Jpeg
Violetta Carpino, #osa17
Jpeg
Antonino Perrotta, #osa17
Jpeg
“Mio adorato amore, per favore non morire, io ce l’ho quasi fatta. Dopo mesi e giorni di viaggio sono arrivato in Libia. Domani mi imbarco per l’Italia. Che Allah mi protegga. Quello che ho fatto, l’ho fatto per sopravvivere. Se mi salverò, ti prometto che farò tutto quello che mi è possibile per trovare un lavoro e farti venire in Europa da me. Se leggerai questa lettera, io sarò salvo e noi avremo un futuro. Ti amo, tuo per sempre Samir”.
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